• Frazionare l’alimentazione in più pasti per rendere più facile il consumo di tutti gli alimenti al paziente che soffre di disfagia.
  • Rendere i cibi il più possibile omogenei e viscosi per facilitarne l’assunzione: devono essere ben cotti e ridotti a purea omogenea eliminando semi e bucce, parti fibrose, filamentose o coriacee.
  • Il primo passo è la frullatura dei cibi:
    • Carne: deve essere ben cotta e tagliata in piccoli pezzi o macinata prima di essere frullata o omogeneizzata.
    • Pesce: assicurarsi di rimuovere tutte le lische prima di procedere alla frullatura.
    • L’utilizzo di latte, meglio intero, migliora la consistenza dei cibi frullati.
    • Aggiungere i liquidi gradualmente perché influiscono su sapore e consistenza.
    • Se i cibi frullati non vengono consumati subito devono essere refrigerati perché è elevato il rischio di contaminazione batterica.
  • E’ necessario filtrare gli alimenti frullati per rimuovere le parti più fibrose e non omogeneizzate.
  • E’ possibile utilizzare “additivi” per modificare la consistenza degli alimenti: addensanti, lubrificanti, diluenti.
  • Addensanti:
    • Gelatine in polveri, dadi o fogli o colla di pesce da sciogliere in cibi dolci o salati a caldo o a freddo.
    • Fecola di patate, maizena, amido naturale di mais, grano, patate o farina di semi di carrube, da aggiungere durante la cottura o la somministrazione a cibi dolci o salati.
    • Addensanti utilizzati nella cucina orientale o vegetariana come l’agar-agar o l’alga kombu (in brodi, budini…)
    • Addensanti istantanei in commercio per alimenti liquidi o semiliquidi, caldi o freddi; generalmente mantengono la consistenza senza modificare il gusto o il colore di cibi e bevande.
  • Lubrificanti:
    • Olio e burro
    • Salse come maionese, besciamella, panna da cucina.
  • Diluenti:
    • Brodi
    • Succhi di verdura o frutta
    • Latte
  • Alimenti consigliati:
    • Carne e pesce ben cotti e frullati
    • Latte e yogurt (bianco o con frutta frullata), formaggi cremosi, gelati, panna
    • Uova da frullare ad esempio nelle minestre
    • Legumi ben cotti e passati
    • Minestre cremose o passati di verdura, creme di cereali, semolino, puré di patate
    • Verdura ben cotta e frutta cruda o cotta ma senza bucce, semi o filamenti e ridotte a purea omogenea
    • Omogeneizzati in commercio
  • Alimenti sconsigliati:
    • Cibi secchi o croccanti come grissini, cracker, riso, cereali in chicco, cereali croccanti, fette biscottate, biscotti
    • Yogurt con pezzi di frutta e formaggi a pasta filata (mozzarella, scamorza) o appiccicosi o a pasta dura SE non disciolti in preparazioni
    • Carni e salumi filamentosi che non si prestano alla frullatura
    • Frutti freschi o secchi interi o a pezzi
    • Verdure o legumi crudi o cotti, interi o a pezzi, o verdure troppo filamentose come sedano, finocchi, spinaci, fagiolini
  • Liquidi: la loro modalità di assunzione deve essere indicata dai riabilitatori, ad esempio per il tipo di sorso, momento della giornata, se con l’ausilio di bicchieri o cucchiaini o cannuccia. Spesso è necessario ricorrere a specifici addensanti o all’acqua gelificata (disponibile in commercio).