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CARBOIDRATI: CARICO INSULINICO

 

L’indice glicemico ed il carico glicemico, introdotti negli articoli precedenti, sono dei metodi di valutazione molto utilizzati per analizzare l’aumento della glicemia ematica in risposta all’introduzione di cibi contenenti carboidrati. Sulla base dei valori di glicemia si stima conseguentemente la produzione di insulina.

Tuttavia, la risposta insulinica viene sì stimolata con maggiore intensità da parte dei glucidi rispetto agli altri macronutrienti, ma, come dimostrato da diversi studi, la secrezione di questo ormone viene altresì indotta anche da cibi ad esclusivo contenuto proteico ed amminoacido, lipidico od ancor più dalla combinazione di diversi alimenti e quindi nutrienti. La combinazione di carboidrati, proteine e grassi, che permettono il controllo della glicemia del pasto, agiscono sinergicamente provocando un aumento dei livelli di insulina.

La glicemia dunque non risulta sempre ed in tutti i casi strettamente proporzionale all’insulinemia. Ragion per cui si comprende che “indice glicemico” e “carico glicemico” possono rappresentare limitanti per la stima indiretta della produzione di insulina.

Ecco perché si introduce un nuovo concetto, conseguente all’indice insulinico, ossia il carico insulinico. Esso è un parametro molto recente, utile per poter quantificare la produzione di insulina relativa ad una precisa porzione di un alimento sulla base del suo valore assoluto. Il carico insulinico è stato il più recente metodo di calcolo, creato col fine di dare un riferimento quantitativo, e non qualitativo, alla secrezione insulinica in risposta alla digestione di un determinato cibo.

La validità del carico insulinico è stata rilevata nel predire la risposta effettiva dell’insulina ad un pasto misto, infatti esso era fortemente correlato alla risposta insulinica post-prandiale, e riusciva a fornire una previsione più accurata della risposta insulinica rispetto al contenuto di carboidrati o al carico glicemico.

Viene così constatato che elevati carichi insulinici nella dieta sono potenzialmente correlati con:

– Peggioramento dell’insulinoresistenza (diabete);

– Aumento della concentrazione di trigliceridi nel sangue (trigliceridemia);

– Diminuzione dei livelli di HDL (High Density Lipoprotein – “colesterolo buono”);

– Aumento della probabilità di un incremento del tessuto adiposo nell’adulto.

In conclusione si può affermare che, diete studiate per il controllo del carico insulinico possono contribuire a prevenire o gestire problematiche cardiovascolari, diabete, obesità.

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